Libera

Libertà è quello che ho sempre desiderato, la libertà di essere libera, libera di essere me stessa.

Cosa è la libertà se non essere liberi da qualcosa che ci costringe e ci toglie la libertà di poter scegliere, essere, avere?

Se non ci fosse quella catena che mi lega come un ancora al terreno vorrei essere libera?

Non lo so.

Sono stata una barca che si lasciava trascinare dalle onde e dalla corrente dentro un laghetto pieno di ancore che richiamavano a fermarmi con la forza e io mi aggrappavo prima ad una poi ad un’altra.

Ogni piccola ancora non era un porto sicuro, ma solo un piccolo attracco su un lago chiuso ed io non mi sentivo libera di andare verso acque più profonde.

E’ difficile nascere barca e sentirsi pesce con la voglia di uscire dalla superficie per immergersi sotto il mare. E’ difficile essere pesce quando pensi che devi essere barca.

E’ difficile essere barca  quando rimani da sola in mezzo a un lago senza nessuna ancora di salvezza e non puoi andare giù come il pesce che senti di poter essere perché hai paura di affondare come le barche.

Si io sono una barca che si sente un pesce fuor’d’acqua ed è strano è quasi assurdo.

Che c’entrano i pesci con le barche?

Niente, sono due mondi differenti ma entrambi hanno bisogno di acqua, una la teme nel profondo, l’altro la teme in superficie. Una ci sta dentro col sedere l’altro fuori con la bocca.

Io, barca  di nome “Nemo” avevo solo voglia di uscire dalla contraddizione che tutto ciò portava, dalla paura di scendere giù, dalla tristezza e desolazione del stare su. Ma come si fa ad uscire dalla contraddizione di essere due in uno? Di essere la barca – pesce che mi accontentavo di essere, o il pesce – barca che tanto sentivo e che non potevo diventare?

Ho deciso un giorno, persa in quel laghetto, di vestirmi da pesce. Tutte le barche mi deridevano. Una barca pesce cosa è se non un sottomarino che affonda ho un pesce che galleggia?

Nessuno credeva in me, mi riconosceva più, chi ero barca o pesce?

Non so perché ma per loro era importante e lo è diventato anche per me. Eppure loro, che si definivano barche, non mi riconoscevano neanche prima, non sapevano nulla di me, vedevano solo la superficie, ma ora era importate riconoscermi quando neanche prima ero riconosciuta.

Assurdità.

Per loro, barche, sono tornata barchetta in mezzo al lago. Ogni tanto la corrente mi portava verso il fiume ed è lì che ho scoperto il mare e altri tipi di barche.

Avevo paura di andare giù, di sprofondare, di affogare, così tornavo di fretta in mezzo al laghetto e sognavo ad occhi aperti di essere pesce e continuavo a fingere di essere barca, ma non mi potevo ancorare, se lo facevo stavo troppo male mi sentivo soffocare sopra l’acqua e di nuovo mi lasciavo trasportare verso il mare.

Andare avanti e indietro era estenuante, così un giorno in mezzo al mare mi sono lasciata andare, ho imbarcato acqua fino a lasciarmi sprofondare, fino a lasciarmi affondare.

Mi sono sentita mancare, non avevo la forza di risalire, avevo paura ma oramai era giunta l’ora di andare.

Mentre me ne andavo sul profondo del mare ho scoperto di saper nuotare. Io sapevo volteggiare, correre sfiorando il fondo del mare. Ho provato a salire e mi sono sentita per la prima volta respirare. Ero un barca che sapeva nuotare, ero il pesce che volevo finalmente diventare.

Ero libera di salire e scendere dal mare, di andare e di tornare avanti e indietro ed è in quel profondo che ho scoperto chi come me prima era un’ altra cosa.

Questa è ora la mia libertà dopo che ho toccato il fondo e con la disperazione sono riuscita a risalire.

Libera di essere me stessa nel momento in cui per paura mi sono lasciata andare ho scoperto il profondo nell’ inquietudine di voler essere. Così ora sono solo io, una ed irripetibile, barca e pesce, noi e loro, libera di essere me stessa con tutte le bellissime contraddizioni che definiscono l’uomo libero.

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  1. Avatar di Allium
  2. Avatar di Martina

    “Quante ricchezze ha l’uomo nell’intimo, eppure non scava..” Sant’Agostino Struggente e sorprendente avere la possibilità, grazie all’anima della scrittrice, di…

  3. Avatar di Martina

    Immobilizzata, giusto a punto. Riga dopo riga, sorpresa continua..come una matriosca. Questa lettura mi ha dato e tolto il fiato

  4. Avatar di Allium
  5. Avatar di Paco